Domani presso la Direzione della Pesca il Direttore Generale Francesco Saverio Abbate, incontra tutti i rappresentanti del mondo della pesca.  Sul tavolo c’è la decisione di Bruxelles di istituire la licenza di pesca a punti. Una decisione che secondo i pescatori andrebbe ulteriormente a penalizzare un settore in crisi.
C’è grande agitazione nel mondo della pesca. Anche a Ponza i pescatori si sono riuniti ed hanno deciso di partecipare a pieno titolo alla protesta. “Per prima cosa, come forma di sostegno alla discussione di domani,  metteremo in disarmo tutte le barche – sbarcando i circa 70 marinai che formano gli equipaggi della marineria ponzese – ci ha detto Ettore Di Meglio, uno degli animatori della protesta sull’isola. – Stiamo già organizzando una grande manifestazione a Roma per il 7 febbraio, dove contiamo di far confluire tutte le marinerie d’Italia.  Non siamo totalmente contrari – ha aggiunto Di Meglio – solo non troviamo giusto che non vengano considerate le varie realtà di pesca. Il problemi di Chioggia, ad esempio sono diversi da quelli dei pescatori siciliani o sardi. Chiediamo attenzione rispetto a queto aspetto.”

Le Regole di Bruxelles

Il sistema introdotto da Bruxelles, punisce i trasgressori, con lo stesse sanzioni a prescindere dal luogo in cui si trovano e dalla loro nazionalità e in caso di infrazione ripetuta, grazie al sistema a punti, finiranno per perdere la loro licenza. Verranno invece premiati i pescatori che rispettano le regole.
Le sanzioni: Si va dalla pesca di esemplari sotto taglia che ‘vale’ 5 punti, al non rispetto della distanza minima dalla costa (6 punti), all’utilizzo di reti o attrezzi non regolamentari (4 punti); una volta raggiunta quota 18, la licenza di pesca viene sospesa per 2 mesi; per poter cancellare i punti, l’unico modo è non commettere infrazioni gravi per tre anni. Fondamentale non raggiungere quota 90, punto di non ritorno, essendo il limite massimo al disopra del quale la patente viene definitivamente ritirata con il peschereccio che verrà cancellato dall’archivio delle licenze.
I Premi:Inversamente, dei punti vengono tolti se i pescatori continuano a rispettare le regole o ancora se partecipano a campagne scientifiche, usano l’eco-etichetta o fanno parte di un’organizzazione di produttori che riducono di almeno il 10% le loro opportunità di pesca.
Le Richieste dei Pescatori:
I pescatori precisano però che vanno previste concrete possibilità di riconversione del comparto, accompagnate da attività quali pescaturismo, ittiturismo, educazione ambientale, guardie ecologiche, pulizia del mare, fermo biologico di almeno tre mesi per anno solare, realizzazione di barriere sommerse per la riproduzione delle specie, guide turistiche marine, e misure integrative degli ammortizzatori sociali.
I progetti e le proposte – precisano i pescatori – devono rispettare le necessità delle realtà interessate dai persistenti fenomeni di crisi economica e sociale dalle quali non si può prescindere. Le difficoltà maggiori risiedono nel ricostruire un NUOVO sistema di educazione e di gestione dell’ecosistema marino, che coinvolga direttamente gli operatori. .
La licenza a punti risulta impopolare tra gli armatori e i pescatori europei ma, assicura Bruxelles, diventera’ un’efficace strumento di lotta contro la pesca illegale.

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