Stamattina verso le 10,30 è affondato il peschereccio “Santa Lucia II”. Il bilancio è di un morto e un disperso. Si tratta di Silverio Curcio e del figlio Davide, entrambi originari di Ponza. Il terzo membro dell’equipaggio Roberto Caddeo, originario della sardegna, invece è stato tratto in salvo dal peschereccio “Erpiù”, che si trovava nelle vicinanze del luogo dell’incidente.

Il “Santa Lucia II”, un peschereccio di circa 14 metri. Si trovava in pesca sulle Secche di Vada  16 miglia a sud di Livorno, quando a seguito di una manovra per disincagliare le reti probabilmente impigliate in qualche ostacolo sommerso, si è capovolto, con il probabile concorso di qualche onda anomala.

Per primo sul posto si è portato il peschereccio “Erpiù” che ha tratto in salvo il Caddeo e recuperato la salma del comandante e proprietario del “S.Lucia II” Silverio Curcio di anni 64.

Anche si si nutrono scarse speranze, continuano da parte della Guardia Costiera, le ricerche dell’altro membro dell’equipaggio, al momento ufficialmente disperso, Davide Curcio di anni 37, figlio di Silverio.

Ci sono  versioni contrastanti sulla sorte di Davide, secondo alcuni sarebbe rimasto a bordo del peschereccio, inabissatosi su un fondale di 60-70 metri, in quando al momento della tragedia, pare si trovasse sotto coperta. Secondo altri per un certo tempo sarebbe invece  stato in mare insieme al Ceddeo e poi sparito tra le onde.

Sul “Santa Lucia II” avrebbe dovuto esserci anche Silverio Romano, socio di Silverio Curcio.  Il Romano, anch’esso originario di Ponza, deve  probabilmente la vita al fatto che stamane non è uscito in mare perchè aveva fissato una visita specialistica per un problema la ginocchio.

Quella alla famiglia Curcio sembra una vera persecuzione della malasorte, infatti ricorderete che il 13 settembre del 2003 mori’ Pasquale Curcio, 68 anni – fratello di Silverio e zio di Davide. Il suo peschereccio, il ‘San Mauro Primo’, venne travolto dal mercantile ‘Jolly Blu’, della compagnia Messina, a 12 miglia da Piombino (Livorno).
Sul peschereccio erano impegnati anche Roberto Curcio, 42 anni, figlio di Pasquale, ed un altro pescatore: i due si salvarono. Il corpo di Pasquale venne recuperato il 15 febbraio del 2004: ormai ridotto a scheletro era a 120 metri di profondita’ a circa 10 miglia ad est rispetto al luogo dell’incidente.

 

F.S.

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