(AGENPARL) – Roma, 05 lug – Puntuale, con l’arrivo dell’estate, si riapre la discussione su armi e relative regolamentazioni.

Questa volta la ‘carica’ parte dal Pd con un disegno di legge, primo firmatario è la Senatrice Marilena Adamo, che propone alcune modifiche alla normativa per la concessione del porto d’armi e la detenzione di armi comuni da sparo e per uso sportivo. I possessori di armi, assieme ai loro rappresentati, bocca e penna della Fisat (Federazione Italiana Storia Armi e Tiro) promettono di smuovere mari e monti. Sul sito ufficiale si legge: “questa è la libbra di carne costituita dai diritti dei cittadini onesti promessagli dai produttori d’armi”.

Evidentemente di tutt’altro avviso i senatori del Pd che si sono occupati della redazione del testo: “Non è più pensabile – si legge – che nel nostro Paese per ricevere una licenza per il porto d’armi, sia sufficiente un certificato medico e che non siano previsti periodici controlli sulla permanenza dei requisiti”. Maggiore sicurezza, dunque: anche tramite la durata della licenza per il porto d’armi del fucile da caccia, che diventa di durata triennale. O tramite l’obbligo (art. 6), di lasciare le armi esclusivamente in custodia presso il tiro a segno nazionale o presso associazioni di tiro iscritte ad una federazione sportiva affiliata al CONI.

Come sempre in fatto di armi, la notizia ha scarsa risonanza. Cui Prodest?

Stefano Ciucchi, presidente Fisat e maresciallo dei carabinieri con 20 di servizio, in un’intervista per Agenparl spiega perché, secondo la Fisat, il Dl 79/2012 è solo un accordo in denaro che favorirà regole non scritte di un mercato di cui, nonostante l’ingente fatturato, si parla pochissimo.

Cosa ne pensa del dl 79/2012?

“Questo dl non ha alcuna valenza nella lotta alla criminalità che usa armi clandestine o da guerra che non vengono riconosciute dall’autorità. Ed è solo un metodo per respingere i diritti dei cittadini onesti a possedere delle armi. È basata su un principio sbagliato, un principio di somiglianza che non ha alcun riferimento in materia legale. Somigliante non significa niente. Le armi in casa le detengono tutti i cittadini onesti, sono controllatissimi. Calcoli che facciamo certificati medici, chiunque riceve una querela subisce il ritiro dell’arma, quindi basta davvero una sciocchezza per ritrovarsi senza. Gli usi sono diversi, venatorio o sportivo, sono tutte attività consentite dalla legge e rientrano nelle attività dello sviluppo della personalità.

Che differenza c’è tra le varie tipologie di armi?

L’arma da guerra è un’arma che spara a raffica, queste armi invece sono tutte uguali, è solo il look che cambia. Se lei prende una Panda e la traveste da Ferrari, non diventa una Ferrari. Rimane una Panda travestita da Ferrari quindi il concetto di somiglianza non ha valore. Cosa vuol dire somigliante? Sono le caratteristiche tecniche che la rendono vietata o permessa. Non la somiglianza estetica.

Quindi qual è lo scopo di questo decreto legge?

Porta semplicemente avanti le teorie del mondo antiarmi che non perdono occasione per restringere le possibilità del cittadino onesto di possedere delle armi per le proprie attività legali, che siano gare, attività venatoria o difesa personale. E’ molto facile vedere un’arma e dire è da guerra. Ma sappiamo tutti che per parlare di un argomento con la giusta consapevolezza, bisogna conoscerne le caratteristiche. Non basta vedere la foto per vedere se è da guerra o comune.

Quindi questo Dl nasce, secondo lei, senza fondamento?

E’ assolutamente senza fondamento giuridico. Se lei vede un fucile da caccia, normale, con anima rigata, e un fucile di questi simil-militari, vedrà che sparano la stessa cartuccia: hanno lo stesso funzionamento e le stesse funzioni, cambia solo la linea esterna. E la linea esterna non significa niente.

Chi ci guadagna?

Secondo me i produttori nazionali che non fabbricano questo tipo di armi hanno ceduto sulla questione per avere più vantaggi nelle esportazioni, è un accordo in denaro. Questi decreti vengono discussi dalla commissione consultiva centrale, di cui alcuni produttori fanno parte, solo alcuni. Nessun importatore ne fa parte e quindi questo tipo di armi, che sono importate, vengono regolarmente colpite.

Non vi porta bene, l’estate…

No, l’estate non è mai un periodo buono, c’è sempre minor sorveglianza da parte del cittadino.

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