Tanto per raccontare una cosa nuova oggi l’aliscafo per Ventotene via Ponza, la cui corsa  era prevista per ore 14,45 non è partito. Per meglio dire effettuerà solo la tratta per Ventotene normalmente prevista per le 15,30. Non va a Ponza e lascia sulla banchina una cinquantina di persone che adesso dovranno prendere il traghetto delle 17,30. Quindi non c’è stata neanche la prevista mezza sostituzione del Monte Gargano in avaria già da due giorni.

Ormai per andare o venire da Ponza bisogna affidarsi al caso. E’ come vincere un terno al lotto!

La mattina bisogna fare un oracolo per sapere se è il giorno propizio per affrontare l’avventura di andare o venire da Formia.

In verità l’alea del rischio c’è sempre stata ma finora era legata solo alle condizioni meteo. Da buoni isolani esperti siamo quasi sempre riusciti a calcolarla e a regolarci di conseguenza. Infatti oggi gli isolani, che sono quasi tutti almeno mezzi marinai, non si sarebbero mai aspettati di rimanere a terra: Vento da Ovest circa 10 nodi, onde non superiori ad 1 metro. Niente di che, condizioni quasi normali, tanto che l’aliscafo a Ventotene ci va, non fa il giro per Ponza. Come mai? Forse perchè è vecchio e malridotto e non se la sente di affrontare le 20 miglia da Ponza a Ventotene con l’onda da poppa?

Non lo sappiamo! Certo che non si sa più a che santo votarsi,  non sono solo le perturbazioni metereologiche a condizionare la nostra libertà di mobilità e continuità territoriale (garantita dalla  Costituzione), ma tanti altri fattori: La vetustà del naviglio, la mancanza di mezzi di riserva, la inadeguatezza della gestione Laziomar, continuamente confermata da ricorrenti episodi come quello odierno, ed infine recentemente si aggiunto anche un certo effetto “Schettino” che ha complicato ancora di più la vita di noi poveri isolani, sempre più abbandonati in mezzo al mare.

Signora Commissaria Agata Iadicicco ma non si può fare proprio nulla, per risolvere questo problema?
Monia Sciarra, dal porto di Formia

 

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