Oggi 25 luglio la Chiesa Cattolica  ricorda San Giacomo Apostolo, il suo nome in ebraico significa “che segue Dio”.

E’ detto il Maggiore, per distinguerlo dall’omonimo apostolo detto il Minore, Giacomo nacque a Betsàida, figlio di Zebedeo e di Maria Sàlome e fratello dall’apostolo Giovanni Evangelista.

Fu presente ai principali miracoli del Signore (Mc 5,37), alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor (Mt 17,1.) e al Getsemani alla vigilia della Passione.

Pronto e impetuoso di carattere, come il fratello, con lui viene soprannominato da Gesù «Boànerghes» (figli del tuono) (Mc 3,17; Lc 9,52 – 56).

Primo tra gli apostoli, fu martirizzato con la decapitazione in Gerusalemme verso l’anno 43/44 per ordine di Erode Agrippa.

Il sepolcro contenente le sue spoglie, traslate da Gerusalemme dopo il martirio, sarebbe stato scoperto al tempo di Carlo Magno, nel 814 e la tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant – Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata.

Nel 1989 ha fatto il “Cammino di Compostela” Papa Giovanni Paolo II e, insieme a Lui, migliaia di giovani da tutto il mondo.

E’ patrono dei pellegrini, dei cavalieri, dei soldati e protegge dalle malattie reumatiche; i suoi emblemi sono il cappello da pellegrino, lo stendardo e la conchiglia.

Il titolare della Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo, sita in via Indipendenza a Gaeta, don Carlo Saccoccio ha organizzato per la festività tre giornate sui temi particolarmente coinvolgenti “La Fede – La Speranza – La Carità”.

Domenica è stata trattata la Fede, ieri la Sapienza e in serata anche la proiezione del film “Casomai” di Alessandro D’Alatri che narra di Tommaso e Stefania, una coppia fortunata.

Giovani, carini, innamorati ed entrambi occupati nel mondo della pubblicità, lei truccatrice, lui art director.

Casomai di Alessandro D’Alatri passa in rassegna tutte le classiche tappe di una storia d’amore: il fidanzamento, il matrimonio, la nascita di un figlio.

Tutto perfino troppo perfetto, se non fosse che le ordinarie difficoltà della vita fanno sorgere inevitabilmente le prime crisi, malumori difficili da decifrare e litigi privi di fondamento.

Tommaso e Stefania diventano così una coppia come tante altre, priva di fiducia, agglomerata nella diffusa consapevolezza che possa esserci sempre un “casomai” in agguato dietro l’angolo: casomai si stancassero, casomai il rapporto finisse male, casomai arrivassero ad odiarsi…

Il coro circostante di amici e parenti, sempre pronto a prodursi in consigli non richiesti, non aiuta granché la coppia, ennesima testimonianza di una comune sensazione di fallimento, come se la fine di un rapporto sentimentale fosse un evento inevitabile, quasi ordinario, e per certi versi perfino rassicurante: se tutti alla fine arrivano a commettere un errore fatale, allora sbagliare rientra nella regola, può dirsi comunque “normale”.

Ma la speranza è dura a morire e forse, talvolta, anche l’impossibile può divenire realtà; il tutto narrato in una struttura filmica con vie di fuga aperte in direzione del surreale.

D’Alatri, autore anche della sceneggiatura, ha infatti scelto il momento del matrimonio, celebrato da un originale sacerdote, come occasione per rileggere, attraverso i molteplici punti di vista di amici e parenti, l’incontro e la fase iniziale della storia d’amore tra i due giovani protagonisti, sviluppando la fase critica del loro rapporto nella seconda parte e lasciandosi in serbo un risolutivo escamotage.

Un film di qualità per riflettere insieme.

Ieri sera “la Carità” e alle ore 21.00 “Ascolta l’infinito”, veglia con fraternità del Monastero San Magno. oggii mercoledì 25 luglio festività di San Giacomo Apostolo sempre alle ore 19.00 la celebrazione eucaristica e alle ore 21.00 la “Festa Giovani” definita dal parroco il più grande spettacolo dopo il Big Ban.

Vale quindi la pena partecipare.

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