Una statua in bronzo di san Nilo Abate può essere ammirata dal 10 luglio sul sagrato della chiesa che prende il nome dal santo e che vi rimarrà fino al prossimo autunno, in attesa che il sindaco Cosmo Mitrano individui uno spazio idoneo in città per una sua collocazione definitiva. La statua, alta due metri e pesante due quintali, è stata donata alla città di Gaeta dall’Archimandrita Emiliano Fabbricatore, Egumeno Esarca Ordinario del Monastero di Santa Maria di Grottaferrata e Superiore Generale della Congregazione d’Italia dei Monaci Basiliani. Fabbricatore, in una lettera indirizzata al sindaco Cosmo Mitrano, ha spiegato di aver voluto donare e consegnare al Comune di Gaeta «con un sentimento di vivo e sincero piacere, un simulacro di recente fattura raffigurante le sembianze del nostro Padre Fondatore San Nilo da Rossano Calabro detto “Il Giovane” (910-1004)».

La statua, commissionata da alcuni fedeli grottaferraresi devoti del santo patrono, è stata realizzata due anni fa dallo scultore Mario Vinci di Acquapendente (Viterbo) e fusa in una fonderia di Roma. «Il semplice ma sentito gesto odierno – scrive Fabbricatore a Mitrano – intende suggellare concretamente una già ben consolidata e fraterna amicizia tra la nostra comunità monastica niliana e codesta città cajetana, nonché celebrare in modo visibile un ideale gemellaggio tra Gaeta e la comunità monastica di Grottaferrata, nel segno della comune filiale devozione verso il grande santo monaco calabrese, che giustamente è annoverato tra i più insigni asceti e mistici della storia del glorioso monachesimo italo-greco medievale». Le città di Gaeta e di Grottaferrata segnano le ultime due tappe della vita terrena del santo. Difatti, Nilo giunge a Gaeta dove vede finire il primo Millennio cristiano (994). Ormai novantaquattrenne, Nilo lascia dopo 10 anni la città del Golfo per dare vita a un’altra fondazione: l’abbazia di Grottaferrata presso Roma. Lui però fa solo in tempo a indicarne il luogo a seguito di una rivelazione soprannaturale e a ottenere il terreno, presso la cappella detta Cryptoferrata. Poi si spegne nel vicino monastero greco di Sant’Agata. Per la sua permanenza a Serperi, spiaggia del Ducato di Gaeta, la storia gli ha dato il titolo di civis cajetanus.

«Prima di designare la crypta ferrata presso i colli tuscolani come luogo per celeste rivelazione deputato a radunare i figli e fratelli dispersi, Nilo – sottolinea l’esarca Fabbricatore – sostò per non breve tempo lungo la riva del mare di Gaeta, dove eresse un piccolo monastero in cui condurre con l’aiuto di Dio la via dell’ascesi e della perfezione evangelica». È davvero compiaciuto il sindaco Mitrano che ha ricevuto dal parroco della chiesa di San Nilo don Antonio Cairo la lettera dell’archimandrita Fabbricatore che si chiude con l’auspicio che «il Signore benedica la vostra illustre città e arcidiocesi – che ha avuto il privilegio di ospitare sì grande santo – e che il nostro stesso Padre Nilo vi protegga tutti e custodisca, confermando così dal cielo di gradire e accettare la vostra fervente ed esemplare venerazione nei suoi confronti, come dimostra anche la solennità dei vostri festeggiamenti annuali e la dedicazione di una parrocchia in suo onore».

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