La bolgia che si sta creando a Gaeta con la proliferazione di simboli di una miriade di liste inneggianti alla “civicità” – che continuano a nascere come funghi in questo inizio di campagna elettorale – impone una riflessione da parte del sottoscritto, Capogruppo in Consiglio comunale della Lista Civica per Raimondi fin dall’insediamento dell’attuale amministrazione.

A mio avviso, il vero e proprio abuso del termine “civico” da parte dei politici – in un momento di crisi totale dei partiti istituzionali, mai scesi così in basso nei sondaggi  – spiega più di ogni altra cosa l’incapacità congenita degli stessi partiti di cambiare il loro modo di fare politica, unica via possibile per recuperare il terreno perduto e riacquisire con dignità il ruolo cardine che, in democrazia, ad essi compete.

I politicanti di mestiere – che purtroppo hanno trovato terreno fertile nella partitocrazia sempre più imperante – non sanno fare altro, invece, che nascondersi dietro le insegne di pseudo “nuovi movimenti” che null’altro sono se non cavalli di Troia da usare per  rientrare in qualche modo nella lotta di posizioni e poltrone da cui, per forza di cose, sono stati a furor di popolo estromessi.

E se ciò si verifica a livello nazionale, a Gaeta la situazione appare ancor più tragicomica per la disperazione e la confusione da “ultima spiaggia” che attanaglia i partiti locali ed i loro ben noti esponenti, spesso in contrasto con i propri vertici provinciali e/o regionali e che sempre più spesso si celano sotto l’emblema di movimenti civici che possano ad essi restituire un’apparente “verginità” politica.

Si stanno quindi celebrando – quasi quotidianamente, all’interno dei maggiori partiti  – riti e pantomìme veramente sconcertanti, nello sfrenato intento di riservarsi le posizioni ritenute più vantaggiose a livello personale, senza alcuna cura per l’interesse comune.

Vedasi l’UDC, che ancora sta valutando su quale carro salire, o il PD, dilaniato da una lotta interna senza precedenti e che a Gaeta sta perdendo pezzi ogni giorno che passa, e lo stesso PDL, che sfacciatamente propone alle liste cosiddette “civiche” che lo appoggiano, un Sindaco chiaramente imposto da ben note gerarchie di partito, che nulla hanno a che vedere, peraltro, con la nostra Città.

Ci conforta la consapevolezza che i nostri elettori non hanno certamente l’anello al naso, avendolo già ampiamente dimostrato cinque anni fa. Ancora una volta saranno loro a scegliere,  e certamente  staranno ben attenti a non far rientrare al governo della città quelli stessi che, oggi camuffati da rappresentanti del nuovo e della società civile, hanno già dimostrato in passato la loro inettitudine ed i loro personalistici interessi.

DOMENICO GUERRA

Consigliere Comunale

Capogruppo Lista Civica per Raimondi

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