In tanti, soprattutto amici, semplici conoscenti ma anche persone che non lo conoscevano affatto stanno continuando a manifestare il proprio dispiacere per la tragica scomparsa avvenuta nei giorni scorsi di Gabriele, “ragazzo” di 50 anni simpatico e spesso sorridente, nonostante le inquietudini, le amarezze che da tempo lo stavano corrodendo. Infatti sul web ed in particolare su una pagina di successo del popolare social network Facebook dedicata a “Gaeta Vecchia” quartiere d’origine dell’uomo, i messaggi, caratterizzati da ricordi, aneddoti e parole di stima per l’amico, non si contano più. “Gabriele era una persona buona.- scrive G.- Era un’anima pura. Era solare nonostante ora (dopo) so che cosa covasse dentro di sè. Io mi sento in colpa per non aver capito. E se qualcosa avevo intuito della sua solitudine e delle sue amarezze, mi sento in colpa per non avergli parlato più a fondo. Questa maledetta paura che abbiamo di apparire invadenti, curiosi, presuntuosi. E invece bisognerebbe sempre avere il coraggio di parlare liberamente con le persone che vivono attorno a noi. Carissimo Gabriele, eri solo in un mondo che era troppo occupato a pensare a se stesso per occuparsi di te”. Qualcun altro ancora non si capacita del triste destino, del fatto che in un giorno d’estate uno come lui possa aver scelto di andar via da questa vita. “Non doveva andare così, uno si fa dei progetti, delle idee.- commenta T. –Si convince che niente e nessuno cambierà. Che tutti quelli che ti circondano, così come te, sono immuni da qualsiasi genere di calamità. E poi? E poi ti si smonta tutto, inizi a capire che non sei tu ad avere le redini in mano, che tu sei solo una pedina. Una pedina in questa grande ed enorme scacchiera chiamata vita”. Tantissime davvero quelli che avevano conosciuto Gabriele, un uomo solare, che amava il mare, da sempre e che amava cantare, divertire gli amici, potendo sempre contare sulla battuta pronta. Qualcuno ricorda come tra la fine degli anni ’70 ed ’80 avesse portato al Nautico una ventata di allegria. Piaceva a tutti anche per i modi gentili ed in tanti ricordano le sue partecipazioni quale generico in alcuni film. Purtroppo l’inquiteudine, il male di vivere se lo sono portati via, impedendogli di raggiungere quelle soddisfazioni che desiderava. Il rimpianto è il sentimento che prevale unito ai ricordi, come quello di L. : “ Ricorderemo i tuoi sorrisi nelle serate passate nella Villetta Comunale, seduti tutti insieme alla solita panchina, nel tentativo sempre riuscito di chiudere una bella serata…ciao Gabriele….”

aig

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