Il consiglio regionale approva una norma che impedisce nuove ricerche petrolifere: sarebbero insostenibili per il territorio. Ma il governo potrebbe impugnare il provvedimento davanti alla Corte costituzionale.

OBIETTIVO: PROTEGGERE IL TERRITORIO – Il consiglio regionale stoppa la corsa all’oro nero in Basilicata. “Abbiamo deciso di porre un freno alle ricercheed estrazioni petrolifere perché le concessioni già in essere occupano uno spazio che noi riteniamo limite in termini di sostenibilità”, ha dichiarato il governatore Vito De Filippo, che spiega: “Alla fine di giugno avevamo 17 fra richieste e procedimenti in corso per nuove ricerche, ma queste avrebbero investito tutto il territorio regionale. Non potevamo permetterlo”. Da qui, l’approvazione all’unanimità dell’articolo 19 della manovra d’assestamento di bilancio, con cui s’intende bloccare l’emissione di “nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione d’idrocarburi liquidi e gassosi”. Un provvedimento che potrebbe innescare un braccio di ferro con il governo: su questa materia, infatti, i poteri decisionali spettano non soltanto alla Regione, ma anche allo Stato, che a questo punto potrebbe sentirsi esautorato e impugnare la legge regionale davanti alla Corte costituzionale, con l’accusa di essere contraria all’interesse nazionale.
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MA I LAVORI IN CORSO NON SI TOCCANO – La disposizione salva comunque “le intese relative a titoli minerari in essere”, vale a dire quello in Val d’Agri e quello, più recente, a Tempa Rossa. Nel primo sito, compreso tra i monti Volturino e Sirino, l’Enigià produce 85.000 barili al giorno, che una volta a regime arriveranno a quota 104.000. Per quanto riguarda il giacimento a Tempa Rossa, nella valle del Sauro, i titolari della concessione Total(al 75%) e Shell(25%) hanno da poco annunciato un piano d’investimenti da 1,6 miliardi per produrre 50.000 barili di petrolio al giorno a partire dal 2016, cui andranno sommati, una volta a regime, circa 230.000 metri cubi di gas naturale e 240 tonnellate di Gpl al giorno.

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