Nessun comune della diocesi è immune dalla crisi. A Gaeta sono in tensione i lavoratori dello stabilimento della Pozzi Ginori e della Panapesca, a Formia quelli della casa di cura Sorriso sul Mare, a Santi Cosma e Damiano quelli dell’Evotape, e anche lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano è occasione di preoccupazioni poiché vi lavorano tantissimi lavoratori residenti nel comprensorio del Golfo.

A tale proposito don Riccardo Pappagallo – responsabile dell’ufficio Diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato – osserva: “dobbiamo superare la pur pregevole fase dei dibattiti e delle tavole rotonde per calarci compiutamente nelle problematiche dei lavoratori in difficoltà per la salvaguardia dei loro posti di lavoro. Quando un lavoratore o una lavoratrice perde il lavoro vengono menomate la sua stessa dignità e la sua autostima e vendono a deteriorarsi, sovente, persino i rapporti familiari tra coniugi e tra genitori e figli. E in alcuni casi si trova sollievo nell’alcol o nelle lotterie mangiasoldi. La Chiesa non deve, non può e non vuole restare indifferente dinanzi a tali crisi occupazionali”.

Conclude don Riccardo Pappagallo: “le forze politiche e sociali non debbono essere distratte dalle campagne elettorali che interessano in questi mesi cinque comuni della nostra diocesi, ma, anzi, debbono cogliere l’occasione per porre al primo posto delle priorità e dei programmi amministrativi di ogni candidato alla carica di primo cittadino l’attenzione al mondo del lavoro. E ancora si deve interagire con tutte le istituzioni a cominciare da Regione Lazio, Provincia di Latina, Camera di Commercio e coinvolgere tutte le organizzazioni di categoria, imprenditoriali e sindacali; tutti insieme dobbiamo dare certezze ai lavoratori e alle loro famiglie, incoraggiando anche l’acquisto di prodotti lavorati nel nostro territorio, come segno tangibile della solidarietà che ogni cristiano deve dimostrare verso i propri fratelli in difficoltà, a cominciare dai vicini”.

 

 

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