Lettera aperta al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio dei Ministri.

In una fase di grave recessione economica, in cui è quanto mai necessario contenere la spesa pubblica, il comprensorio aurunco, a fronte di una costante riduzione della qualità dei servizi resi dallo Stato al cittadino, continua ad assistere allo sperpero del denaro pubblico, determinato anche dalla presenza di una molteplicità di enti posti a tutela dell’ambiente e della biodiversità. Davvero non si capisce perché su un territorio relativamente ridotto come il nostro debbano operare contemporaneamente tre diversi parchi naturali, con il conseguente effetto moltiplicatore dei costi di gestione.

La Lega Aurunca ribadisce il proprio convincimento circa la non sostenibilità dell’esistenza sullo stesso territorio di una molteplicità di parchi naturali, l’uno autonomo dall’altro. Questi enti, per dimensioni e capacità organizzativa, non riescono a conseguire alcun apprezzabile risultato se operano singolarmente e ciò si traduce in un utilizzo inefficiente delle risorse messe a loro disposizione.

Ecco allora che emerge, per un territorio che ha le stesse caratteristiche morfologiche ed è afflitto da omogenee problematiche di tutela ambientale e paesaggistica da un lato e di sviluppo economico dall’altro, la necessità di unire gli sforzi degli enti parco così da affrontare in sinergia le questioni che si presentano nell’area aurunca. Tra il Parco Riviera di Ulisse, che include anche le Oasi Blu di Gianola di Formia e di Monte Orlando di Gaeta, il Parco dei Monti Ausoni e il Parco dei Monti Aurunci, quest’ultimo per la sua attuale maggiore capacità di iniziativa e per il suo stesso nome sembra che possa legittimamente aspirare a ricomprendere le aree oggi protette dagli altri parchi. E’ evidente che da questa riorganizzazione delle strutture direttive deriverebbero anche vantaggi per l’intera collettività in termini di risparmio dei costi di gestione.

Una tale occasione di ristrutturazione dell’architettura istituzionale posta a tutela dell’ambiente potrà, inoltre, rappresentare un’opportunità per verificare gli esatti confini delle aree naturali, la cui collocazione attuale è incomprensibile in diversi punti; allo stesso modo, si potranno rinegoziare le modalità di incontro tra tutela del patrimonio naturale e paesaggistico ed esigenze di vita civile dei cittadini. Per noi della Lega Aurunca, quest’incontro deve tradursi necessariamente in benessere e sviluppo sostenibile del territorio, non in staticità e immobilismo cronico.

 

Il Presidente

Giovanni Meschino

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