Lettera aperta al Presidente della Repubblica e al Consiglio dei Ministri

La sovranità appartiene al popolo!

Costituzione Italiana:

art. 1. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

art. 3. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Titolo IV – Rapporti politici, art. 49. “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

In nessuno dei 139 articoli della Costituzione Italiana troviamo alcun tipo di riferimento alla possibilità di dare soldi pubblici ai partiti. Nella parte che parla dei rapporti politici, all’art. 53, troviamo un concetto ben diverso, che si pone in antitesi rispetto al sostegno finanziario dei partiti con risorse pubbliche: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Un referendum popolare qualche anno fa aveva bocciato i finanziamenti pubblici ai partiti e i parlamentari, prendendo in giro tutti i cittadini italiani, si sono inventati il rimborso delle spese elettorali (ai partiti).

Il finanziamento dei partiti attraverso il rimborso delle spese elettorali di fatto sancisce una vera e propria diseguaglianza tra i cittadini. I partiti, attraverso i rimborsi (finanziamenti), hanno trovato il modo di mantenersi in piedi, e non solo a spese del popolo, ma anche a danno di tutti i movimenti e le iniziative politiche che, non presentando proprie liste alle elezioni nazionali, devono andare avanti a proprie spese. Ciò equivale a garantire con una specifica tutela la libertà di associazione in partiti di alcuni cittadini più che di altri, in contrasto con l’art. 49 della Carta costituzionale.

Nel rispetto della Costituzione e del referendum del 1993 che ha abrogato il finanziamento ai partiti da parte dello Stato con il 90,3% dei voti, la Lega Aurunca chiede l’immediato blocco di qualsiasi forma di erogazione di soldi pubblici ai partiti.

Il Presidente

Giovanni Meschino

LEGA AURUNCA – Piazza Annunziata, 20/A ITRI (Latina) Tel. 3931701618

Codice fiscale: 90050980599 – e-mail:ondaurunca@gmail.com

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