2007/2012 ovvero dai comizi terminati con le rose a quelli terminati con c…

Era lo stesso mese del 2007 quando  il “civico”  venuto dagli States sbaragliava le liste dei partiti e conquistava la città. I suoi comizi terminavano con le rose offerte alle signore  che l’ascoltavano. Ora abbiamo ascoltato il comizio di Raimondi  del 26 aprile alle 19,00 a Villa delle Sirene, dove il fair play ed il  linguaggio raffinato di quel tempo ha lasciato il posto alla volgarità, all’ingiuria, alle minacce. I suoi sostenitori diranno che è ancora un grande tribuno . Ma ai più è parso un uomo perdente che cerca lo scontro con il suo principale competitor  che ha, invece, improntato la sua campagna elettorale su toni soft, privilegiando luoghi di propaganda diversi dalle piazze. Il rifiuto dello scontro da parte del suo principale competitor  è stato subito interpretato dall’ex predicatore raffinato come timidezza, incapacità a sostenere il confronto  nel contatto diretto con gli elettori, ed addirittura sintomo di fascismo del suo rivale che, come i gerarchi del fascio , prediligevano le trame dei luoghi chiusi al confronto democratico  col popolo. Tralasciamo la metafora del fascista cospiratore che ci sembra impropria nel caso citato, per tornare al “ciclone” raimondino che ha investito Villa Sirene di improperi e sarcasmi distribuiti a chiunque non lo sostenga: Balletta del PDL  è stato storpiato in “bolletta”, citato come personaggio inadeguato nominato dalla provincia per il ruolo di presidente dell’authority al posto di quello attualmente in carica , che  è stato indicato  a quel ruolo grazie anche al suo voto (come dire che gli deve riconoscenza) , mentre ha permesso che venisse concesso a personaggi politici rivali, accompagnati da funzionario  della sede gaetana dell’authority anche egli candidato nelle liste rivali, di compiere un giro conoscitivo della realtà nel porto di Gaeta). Ma per Raimondi questo è apparso come una grave lesione di maestà, ed i fulmini di Giove si sono scatenati contro i malcapitati rivali.

Non sono mancate in quel comizio dell’ormai ex  sindaco  nemmeno le capacità del plagiatore : non v’è infatti cosa buona (o anche solo ritenuta tale) che egli e la sua compagine di amministratori non abbia detto di aver  realizzata, anche se in realtà il copyright di quelle cose appartiene ad altri ed il nostro tribuno continua solo a mostrare  una inconsueta  abilità nell’ appropriarsene.  Un altro difetto insospettabile che il  tribuno venuto dagli States  ha evidenziato  in quel comizio è la volgarità e l’aggressività del linguaggio. La parola c..zo viene ripetuta con dovizia, come pure il riferimento agli stessi attributi maschili infarcisce  continuamente le sue filippiche contro gli avversari. Non disdegna , infine, l’uso della minaccia contro chi osa solo anche passeggiare con i suoi avversari: lo farò licenziare, afferma con furore.

Qualche esempio di copyright che viene spudoratamente sottratto ai legittimi titolari: dice il tribuno, molte aziende della provincia chiudono per la crisi economico-finanziaria che investe l’Europa e l’ Italia in particolare, ma a Gaeta tutte le principali aziende (Pozzi Ginori, Italcraft) restano aperte per l’opera sua e dei suoi assessori; la camera di commercio realizza (a spese dei diritti camerali pagati da società,artigiani e commercianti  e gratuitamente per gli espositori… sic.!!…) la quinta edizione dello YMF, ed ecco che ben sessantamila  visitatori sono accorsi in città a riempire ristoranti e bar che non soffrono più la crisi grazie al tribuno venuto dall’America; dice , ancora, che il mondo marinaio si è mobilitato ed ha invaso Gaeta al solo suo richiamo , mentre è  l’ ANMI nazionale – su iniziativa, opera e denaro dei marinai italiani e della locale sede gaetana –  che porta a Gaeta migliaia di persone per festeggiare il 150/mo anno dell’unità di Italia nella città dove si è combattuto l’ultima battaglia che ha decretato la caduta del regno borbonico e la nascita del regno d’Italia; altro furto di copyright: anche se è l’autorità portuale  con denaro pubblico  non del Comune che riqualifica e mette a norma la darsena di Monte Secco e la banchina Sanità,  ecco che il tribuno americano ed il suo assessorato di riferimento si attribuiscono  il miracolo mai riuscito alle amministrazioni  felloni del passato di sistemare quelle aree; ancora, l’autorità portuale ( con propri fondi ) sistema e ripara la pavimentazione dissestata della passeggiata a mare del lungomare Caboto, ed ecco che il sindaco “copia ed incolla”  ascrive a sé ed ai suoi fidi scudieri l’opera di risanamento del lungomare.

Infine ( e quì la sua sfacciataggine ci tocca perché si appropria di una battaglia solitaria di chi scrive e dei Repubblicani di Gaeta !! ), il sindaco che dice di aver “tutto fatto” dice anche che la sicurezza dei  quartieri Peschiera/Villa Sirene viene restituita ai cittadini grazie a lui e ad un futuro ( ma non si sa quando !!) allontanamento della petroliera in discarica al pontile ENI di Peschiera che verrà dislocata in zona porto commerciale, a pochi metri da un porto turistico (Ce.Se.Na.) che sorgerà (sempre grazie al nostro tribuno factotum)  a pochi metri di distanza da una spiaggia (Vindicio di Formia) la cui economia turistica verrà di conseguenza distrutta.

Nel grande calderonemantecatto  della sua campagna elettorale (da non confondere  conmentecatto, come il  nostro demagogo ha pure sprezzantemente definito un funzionario dell’ authority della sede di Gaeta, colpevole solo di aver accompagnato il candidato sindaco avversario Mitrano ed il sindaco di Latina Di Giorgi  in un giro ricognitivo all’interno del porto commerciale),  è stato messo di tutto:petroliere a stretto contatto di imbarcazioni da diporto e porto turistico, vicine a spiaggie e bagnanti,  accanto a navi RO/RO con merci e passeggeri a bordo nel porto commerciale, e ancora, porti turistici uno sopra all’altro da Vindicio di Formia  fino alla Base Nautica di Gaeta, una nave da crociera al posto della petroliera alla Peschiera, però su un pontile a palafitte vecchio più di cinquanta anni, e via così nel più perfetto stile del demagogo che insalsiccia tutto nel calderone più mantecatto che così non si può.

Non serve aggiungere altro, se non ricordare quali  caratteristiche venivano ritenute necessarie sin dall’antichità per un sicuro successo in politica.

Tratto dall’ opera citata.

  • DEMOCRAZIA, ATENE, 424 A.C.

    Primo Servo: “Tutto questo invece sarà tuo per mercanzia: diventerai infatti, come questo oracolo dice, un uomo di grande importanza”.

  • Agor: “Ma dimmi, come potrò io che sono un salcicciaio, diventare un grand’uomo?

  • Primo Servo: Ma è appunto per questo che diverrai importante, proprio perchè sei miserabile e volgare e sfrontato”.

  • … Agor: “Io non mi ritengo degno di essere molto potente”.

  • Primo Servo: “Oh bella, quale ragione c’è perchè tu dica di esserne degno? Hai l’aria di uno che abbia sulla coscienza qualcosa di buono. Sei per caso di famiglia per bene?”

  • Agor: “Per gli dèi, no! Di una di miserabili”.

  • Primo Servo: “O uomo fortunato! Che magnifica condizione per la vita politica!” (…)

  • Agor: “Quest’oracolo mi va a genio; ma mi domando come io possa esser capace di governare il popolo”.

  • Primo Servo: “Semplicissimo: continua a fare quello che fai; rimescola insieme, manipola e insacca come salciccie tutti gli affari, e accattivati sempre il popolo, inzuccherandolo con parole ben cucinate. Tutto il resto, del demagogo, ce l’hai, voce sozza, volgarità. Possiedi tutto quello che ci vuole per governare”.

  • (Aristofane, Cavalieri, vv 150-219)

Salvatore Delio

Candidato indipendente dei  REPUBBLICANI CONCENTRAZIONE DEMOCRATICA

nella lista UDC per Cosmo Mitrano sindaco.

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