«Elemento di crescita sociale ed economica, la cultura è anche da considerare come motore di sviluppo e fattore essenziale di competitività, elemento di crescita civile, sociale ed economica, di miglioramento della qualità della vita». In questa ottica il candidato sindaco della coalizione «Per il bene di Gaeta» Cosmo Mitrano si prepara per l’incontro che domenica mattina terrà nella sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (Anmi) in prossimità dello storico porticciolo Santa Maria. Ai 140 soci che compongono il gruppo dell’Anmi gaetano, Mitrano chiederà di collaborare nel progetto per la realizzazione del Museo del Risorgimento e del Museo del Mare.

«Due realtà – spiega – che, oltre a valorizzare il nostro ricco patrimonio storico-culturale, contribuiranno a favorire ed incrementare i flussi turistici nella nostra cittadina». «Sono orgoglioso di potermi rivolgere ai soci del sodalizio che svolgono un ruolo rilevante nel sociale, specialmente attraverso la sensibilizzazione dei giovani verso la cosiddetta cultura marinara». Inoltre, «le nuove generazioni – aggiunge – hanno l’opportunità di conoscere le origini e le attività della Marina Militare, nata proprio a Gaeta 151 anni fa».

Il candidato sindaco – coadiuvato da Sabina Mitrano, ricercatrice di storia antica – spiegherà che è sua intenzione «avviare la costituzione del sistema museale integrato dell’area del golfo di Gaeta a partire dal rilancio del biglietto unico, dalla promozione unitaria e dal coordinamento delle iniziative». In virtù dell’importante funzione che eserciteranno i beni culturali come attrattori turistici, Mitrano lancerà anche la sua idea del Progetto Museo Diffuso. «Il cui obiettivo – precisa – è di rendere la città un vero e proprio sistema museale a cielo aperto, descrivendo così i numerosi volti di Gaeta attraverso i suoi monumenti, spesso nascosti o dimenticati, per restituirli alla fruizione delle comunità locali e renderli accessibili a chi desidera conoscere il territorio gaetano nella sua complessità, favorendo turismo e vivibilità del territorio».

 

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