I cinque candidati a Sindaco (Mitrano, Rosato, Di Maggio, Cicconardi e Di Bernardo) che hanno inoltrato una lettera al Prefetto di Latina per lamentare il rischio di un uso clientelare e poco trasparente della nomina degli scrutatori, non hanno certo fatto una bella figura mostrando, innanzitutto, di non conoscere la normativa in materia elettorale.

Secondo i membri della commissione elettorale, Salvatore Di Ciaccio, Corrado Saccone e Giovanni Erbinucci, la nomina diretta è una prassi abbastanza diffusa che permette la rapida individuazione degli scrutatori in modo assolutamente trasparente. In questi quattro anni è sempre stata utilizzata in maniera equilibrata, trovando anche l’accordo di chi oggi si erge a paladino di una supposta legalità ma fino a ieri condivideva questa scelta. Di Bernardo, Rosato, Di Maggio, Mitrano e Cicconardi hanno voluto strumentalizzare anche questa operazione scrivendo al Prefetto senza considerare che potevano, e dovevano, prima sentire il punto di vista dei membri della commissione.

Noi avevamo già optato da una settimana per il sorteggio immaginando, come poi si è puntualmente verificato, il tentativo di strumentalizzazione. Con il sorteggio telematico abbiamo avuto nomi di candidati, persone che lavorano, persone molto anziane che non accetteranno, ritardando di molto i tempi per le nomine e determinando un enorme lavoro per l’ufficio elettorale e per i messi comunali fino a pochi giorni dalle elezioni. Evidentemente, ai “magnifici cinque” interessava più la demagogia ed il populismo, ma penso che la cosa si sia ritorta contro di loro, e molto meno le buone pratiche organizzative di un appuntamento importante per la democrazia.

 I santarelli hanno addirittura scritto al Prefetto D’Acunto e già si prendono il merito della trasparenza palesando un perfetto comportamento da buoni politicanti ipocriti. Una caratteristica che non deve appartenere a chi aspira ad amministrare la città, cosa che hanno dimostrato di non poter fare.

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