Le Grotte di Pilato, una della maggiori attrazioni turistiche di Ponza, sono chiuse.  Lo dice con linguaggio burocratico, ma inequivocabile, l’ordinanza  Commissariale n. 117/2011 : “E’ fatto divieto assoluto di accesso, transito e sosta via terra nel tratto cimiteriale soprastante le suddette grotte (area quadrati), via mare è fatto divieto di accesso, ormeggio, transito tramite imbarcazioni nel tratto marino antistante le grotte.”
Il provvedimento che prevede la chiusura delle Grotte di Pilato e di una parte del Cimitero, fa parte di un gruppo di altre 2 ordinanze, la 115 e la 116, emesse il 29 dicembre e sono tutte e tre in stretta relazione con le risultanze del PAI (Piano di assetto Idrogeologico, pubblicato  sul BURL  nel febbraio 2011) e con  dei sopralluoghi effettuati in data 9 novembre, a seguito dei quali – evidentemente – sono state prese le decisioni di cui alle ordinanze in questione.
Con l’ordinanza 115  si fa obbligo ai proprietari di terreni  e fabbricati confinanti con il “canale linguana/fosso di S,Maria”, di provvedere alla pulizia dei canali di gronda (!) dei propri terreni per il ripristino dei deflussi delle acque meteoriche, nonché di consolidare i muri a secco esistenti, onde evitare situazioni di dissesto che potrebbero causare frane ed allagamenti. Analoga decisione è stata presa  per  la zona denominata ” Bacino di Monte Guardia”, con l’ordinanza n.116/2011.

Tutti e tre i provvedimenti di interdizione, chiusura e obbligo pulizia e manutenzione sono stati presi – dicono le ordinanze – nelle more dell’attuazione di interventi finalizzati al consolidamento delle scarpate, delle pareti rocciose, alla pulizia e ripristino dei canali, alla rimozione degli ostacoli al deflusso delle acque, e comunque alla eliminazione dei pericoli, da parte delle Amministrazioni competenti, alle quali sono state inoltrate in data 5 dicembre  2011 apposite richieste.

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