Il capogruppo del Movimento Progressista Antonio Raimondi analizza la revoca della delibera 99 del 2009 e i nuovi indirizzi per l’area ex Avir.

 

“Si tratta di una delibera che ha il solo scopo di cancellare il passato senza manifestare alcuna intenzione di costruire qualcosa di alternativo a quanto prospettato dalla mia Amministrazione – spiega Raimondi – Le linee di indirizzo per l’area ex Avir del 2009 sono state frutto di una lunga ed approfondita discussione (due anni e mezzo) all’interno della maggioranza, con le altre forze politiche, con le forze sociali e con i cittadini (presentazione del progetto all’Ariston nel febbraio 2009) e di una continua trattativa con la proprietà. Mentre nell’ultimo consiglio comunale si è approvata una delibera redatta dal dirigente del settore urbanistica in 10 minuti. Non si tratta una zona nevralgica per lo sviluppo di Gaeta dedicandogli dieci minuti”.

 

“La delibera, approvata anche con i voti di una parte della minoranza, è frutto dell’accaloramento post elettorale (alla quale si aggiunge questa estate torrida e afosa) che ha portato la maggioranza ad accanirsi su quanto fatto in passato senza proporre un progetto alternativo sul quale confrontarsi e discutere in base alle esigenze di sviluppo di Gaeta – prosegue Raimondi – La mancanza di trasparenza e di dialogo di questa Amministrazione Mitrano è raccapricciante. Mentre tutta Gaeta sapeva quello che volevamo fare in quell’area (condivisibile o meno), oggi nessuno conosce nulla, non ci sono né progetti né idee. L’unica novità rispetto al passato è quella di concentrare tutti gli standard urbanistici mancanti in città (verde pubblico e parcheggi) nell’area dell’ex vetreria: una scelta molto discutibile”.

 

“Stiamo parlando, ad oggi, di una proprietà privata e quindi siamo di fronte ad una palese contraddizione: come si può assoggettare completamente quella zona ad uso pubblico quando è privata? Perche non si è aspettato il 10 gennaio 2013, quando il Tar di Latina entrerà nel merito della procedura di acquisizione gratuita dell’area da parte del Comune a seguito del provvedimento della Procura di Latina circa una eventuale lottizzazione abusiva? – chiede Raimondi – In quel momento si saprà se l’area diventerà pubblica o rimarrà nelle mani dei privati. Circa gli standard urbanistici, sarebbe molto meglio cercare di compensare questa mancanza ricorrendo ad aree pubbliche più facilmente gestibili dall’amministrazione: penso al campo sportivo, che tutti vogliamo giustamente delocalizzare, e alla zona dei Cappuccini”

 

“All’Assessore De Simone – prosegue Raimondi – chiedo da chi erano stati formulati i miei 67 emendamenti? Da chi sarei stato teleguidato? Deve portare rispetto per colui che è stato Sindaco per 5 anni eletto dai cittadini gaetani ed oggi Consigliere nuovamente eletto. Lui è stato eletto? Cosa capisce dello sviluppo della città e dei suoi reali problemi? È lui ad essere un pupazzo in mano al puparo! Al sesto emendamento aveva dato parere politico favorevole (non si poteva non dare) e la maggioranza bocciandolo lo ha sconfessato. Si dovrebbe dimettere. Comunque, se non lo vuole dire alla stampa o in Consiglio da chi sarei stato teleguidato glielo farò dire davanti a chi di dovere.”

 

“Insomma, siamo di fronte ad un pasticcio dettato dalla voglia di vendetta di un’amministrazione che alla prima vera prova seria del suo cammino ha già prodotto un atto facilmente impugnabile ed annullabile dalla giustizia amministrativa – aggiunge Raimondi – Per il recupero dell’ex Avir i tempi si allungano e anche di molto”.

Lascia un commento