Scudo: si Eurogruppo a MontiA Spagna 30 miliardi a fine mese

(AGI) – Bruxelles, 10 giu. – L’Eurogruppo sostiene la linea di Monti sullo scudo anti-spread e concede alla Spagna un anno in piu’ per portare il deficit sotto il limite del 3% del Pil previsto dal Patto di Stabilita’. E’ questo l’esito del lungo vertice notturno a Bruxelles. Per l’Italia e’ andata bene, dicono fonti della delegazione italiana, ma questa mattina i mercati hanno avuto una reazione fredda. Piazza Affari e le borse europee hanno aperto in lieve rialzo, lo spread resta sopra i 470 punti. L’Eurogruppo ha riaffermato la notte scorsa il “forte impegno a fare quanto necessario per assicurare la stabilita’ finanziaria dell’Eurozona, in particolare attraverso l’uso flessibile ed efficiente degli strumenti esistenti, l’Efsf e l’Esm, per gli Stati che rispettano le raccomandazioni” dell’Ue e “tutti gli altri impegni del semestre europeo”. E nella conferenza stampa al termine di quasi nove ore di discussioni, alle 2,30 del mattino, il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker ha confermato che fino a fine anno rimarra’ in carica. “E’ stato firmato oggi un accordo tecnico fra Bce e Efsf che crea la possibilita’ di un’efficiente conduzione delle operazioni di mercato da parte dell’Efsf”, ha spiegato Juncker, aggiungendo che un accordo analogo sara’ firmato dalla Banca centrale, il cui presidente Mario Draghi ha partecipato alla riunione, e l’Esm, una volta che questo entrera’ in funzione. Inoltre, l’Eurogruppo ha dato il suo avallo politico alle linee guida della politica di investimenti dell’Esm, il cui numero uno sara’ l’attuale direttore dell’Efsf, Klaus Regling. Come avevano anticipato fonti italiane quando il presidente Mario Monti aveva lasciato la riunione, l’Eurogruppo ha quindi dettagliato le decisioni prese dal Consiglio europeo di 10 giorni fa sul cosiddetto “scudo antispread”, nonostante i dubbi sollevati nei giorni scorsi da alcuni paesi del nord Europa: “la discussione e’ andata bene” avevano fatto sapere. Inoltre, Juncker ha annunciato che la prima tranche di aiuti alle banche spagnole, pari a 30 miliardi, arrivera’ a Madrid entro la fine del mese, e che i dettagli del programma di assistenza al sistema bancario spagnolo sara’ approvato nella prossima riunione dell’Eurogruppo del 20 luglio. Quanto alla ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell’Esm, Juncker e il vicepresidente della Commissione Olli Rehn hanno assicurato che non richiedera’ garanzie da parte degli Stati, ipotesi circolata nei giorni scorsi, e che entro l’inizio di settembre la Commissione presentera’ la sua proposta per una sorveglianza unica del sistema bancario europeo che passa attraverso la Bce: in questo modo, ha detto Rehn, il consiglio puo’ puntare ad avere il nuovo sistema, precondizione perche’ l’Esm possa cominciare a esercitare questa nuova funzione, entro la fine dell’anno. Infine, per quanto riguarda la situazione di Grecia e Cipro proseguono le rispettive missioni della troika, ma, ha assicurato Juncker riferendosi alle prossime importanti scadenze di titoli di Stato di Atene, “troveremo le soluzioni perche’ la Grecia non debba avere problemi in agosto”. L’Eurogruppo ha concesso alla Spagna un anno in piu’ per portare il deficit sotto il limite del 3% del Pil previsto dal Patto di Stabilita’. Il termine per il risanamento dei conti passa cosi’ dal 2013 al 2014. I ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno inoltre dato il via libera al versamento della prima tranche di aiuti al settore bancario spagnolo, un finanziamento da 30 milardi di euro che dovrebbe essere gia’ disponibile alla fine del mese, come ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Nel corso del vertice di ieri e’ stato raggiunto un accordo politico su un memorandum d’intesa sugli aiuti a Madrid, ha aggiunto Juncker, con l’obiettivo di siglare un’intesa formale nella seconda meta’ del mese. In cambio dei prestiti,il cui termine per il rimborso potrebbe essere esteso fino al 2027, il governo guidato da Mariano Rajoy dovra’ varare una riforma del sistema bancario ed effettuare interventi specifici su alcuni istituti di credito. Lo scorso maggio la Spagna aveva rivisto al ribasso le previsioni sul rapporto deficit/Pil per il 2011, portandole dall’8,5% all’8,9%, e aveva chiesto di conseguenza piu’ tempo a Bruxelles per riportare i conti nei parametri di Maastricht. I nuovi obiettivi fissano un deficit/Pil al 6,3% nel 2012, al 4,5% nel 2013 e al 2,8% nel 2014.

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