Un momento della presentazione (foto Comune di Salerno/Pica)
Un momento della presentazione (foto Comune di Salerno/Pica)

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi martedì 26 marzo, presso il Salone del Gonfalone del Palazzo di Città, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha illustrato i dettagli del progetto di riconversione e riqualificazione del sottopiazza della Concordia (area ex nave Concord).

Il progetto proposto si prefigura come una riconversione dell’area con l’installazione sulla superficie di attività di piccola ristorazione, caffetteria, solarium con servizio docce, aree didattiche.

Le attività saranno rivolte soprattutto ai giovani e alle fasce sociali protette quali anziani e bambini. I propositi principali sono volti a fornire la città di un’area polifunzionale di supporto e svago al tempo stesso.

In particolare:
– Attività rivolte a fasce sociali protette
1. il primo soccorso con l’aiuto di insegnanti esperti e dimostrazione in loco;
2. pericoli dal mare e come comportarsi in caso di difficoltà;
3. la sicurezza in acqua;
4. la pesca, tecniche e gare;
5. insegnamento di lingue straniere associato all’attività ludica;
6. sistema baby parking, per supporto genitori che possono lasciare i bambini in un area controllata;
7. area attrezzata con giochi;
8. organizzazione di tornei di beach volley nell’area predestinata con la regolamentazione del campo secondo le normative vigenti in maniere di sicurezza
– Somministrazione di piccoli alimenti
1. area piccola ristorazione e caffetteria;
2. distribuzione di gelati e articoli da banco;
3. stuzzicheria;
4. area relax con solarium.

La concessione dell’area avrà durata di 10 anni. I lavori prenderanno il via, con ogni probabilità, già dopo il periodo di Pasqua.

“Il progetto presentato questa mattina, che incrementa ulteriormente l’offera turistica della nostra città, è il punto di arrivo di un iter tormentato iniziato tre anni fa – ha spiegato il Sindaco De Luca nel corso della conferenza stampa – Questo a dimostrazione di come in Italia realizzare un’opera di trasformazione urbana, anche minima, sia un vero e proprio percorso di guerra”.

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