Pubblichiamo le dichiarazioni del Sindaco di Ponza a seguito dell’esecuzione

dell’ordinanza di (chiusura forzata) dello Sporting Frontone.

Finalmente c’è una struttura assolutamente legale che circonda l’area dello Sporting Frontone: sono i pali e reti di plastica con un vistoso cartello che recita: struttura sottoposta a chiusura forzata”, commenta il sindaco di Ponza Piero Vigorelli che ieri mattina ha firmato e fatto eseguire un’ordinanza per transennare e impedire l’utilizzo di quello che definisce “il mostro dell’illegalità”.

Per tre volte nel corso degli anni un sindaco, il Commissario prefettizio e il neoeletto Vigorelli il 17 agosto scorso, avevano emanato ordinanze per la cessazione delle attività dello Sporting Frontone, che è sicuramente la più importante struttura turistico-ricettiva sulla grande spiaggia dell’isola, il paradiso della cosiddetta movida estiva.

Questo perché, spiega il sindaco, “lì non c’è un solo centimetro quadrato di legalità: nessun titolo di agibilità, assenza di certificazioni igienico-sanitarie, manufatti abusivi ai quali è stato rifiutato il condono edilizio, occupazione abusiva di aree demaniali, licenza per somministrazione di alimenti e bevande che veniva stravolta con attività di ristorante, spiaggia attrezzata in luogo del noleggio di ombrelloni e sdraio. E chi più ne, più ne metta”.

In tutti e tre i casi di ordinanze di chiusura le attività erano invece impunemente proseguite, attraverso una babele di ricorsi e controricorsi, di sanzioni amministrative mai pagate, anche di feste danzanti notturne non autorizzate.

Fino ad una vera e propria sfida aperta allo Stato: quando, il 20 agosto, la Polizia Locale di Ponza si è recata sul posto per verificare l’ordinanza di cessazione delle attività, il Sig. T.M., titolare dello Sporting Frontone, ha così messo a verbale: “Dichiaro di non essere intenzionato a sospendere l’attività commerciale in atto in nessuna delle sue forme”.

Decisamente una risposta sfrontata e intrisa di protervia, quella di T.M., che ha indotto il sindaco di Ponza, la mattina del 22 agosto, ad emanare una nuova ordinanza, questa volta per applicare l’art. 5 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) che prevede la chiusura forzata di una attività illegale.

E così, verso le 9 di ieri, superati i tre giorni di regolare diffida a chiudere le attività come prevede l’art. 5, la Polizia Locale e alcuni addetti di una impresa edile sono sbarcati sulla spiaggia di Frontone muniti di tutto il necessario per transennare e sigillare il “mostro di illegalità”.

“Game over, la festa è finita”, conclude il sindaco Piero Vigorelli.

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