Edifici di pregio, castelli, residenze di lusso: lo Stato italiano punta a far cassa e mette sul mercato beni immobili per un valore di 1,5 miliardi di euro. Secondo il Wsj per gli investitori “è il momento di colpire”

di Fabrizio Ricci

Crisi: l'Italia mette in vendita 350 palazzi pubblici (immagini di Fabrizio Ricci)

Sono 350 residenze da sogno per un valore stimato in 1,5 miliardi di euro, che lo Stato italiano mette in vendita per fare cassa. Dunque, come scrive il Wall Street Journal, che dedica all’operazione un’intera pagina, “per gli investitori che bramano di possedere un palazzo italiano, un castello o un altro immobile storico, adesso potrebbe essere il momento di colpire”.

“Il piano per l’economia del primo ministro Mario Monti, vicino al passaggio finale – si legge nel quotidiano americano ripreso dall’Ansa – include la vendita di 350 edifici, insieme ai tagli alla spesa pubblica e altre misure di austerity”. Le agenzie governative, afferma il Wsj citando un report del capo economista della Cdp, Edoardo Reviglio, hanno un portafoglio di immobili del valore di circa 42 miliardi di euro e “trasformare queste proprietà in contanti sarebbe una strada rapida per far salire le entrate”.

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Tra i palazzi in vendita, figurano Palazzo Bolis Gualdo a Milano, Palazzo Diedo, sede del tribunale di sorveglianza (nella foto), che affaccia sul Canal Grande a Venezia, le caserme di Bologna e perfino un castello, quello Orsini di Soriano del Cimino, “costruito da un Papa e in seguito usato come prigione”, ricorda il Wsj.

Tuttavia, il quotidiano elenca anche le difficoltà di realizzazione del piano di dismissioni: la crisi dell’euro, che allontana gli investitori istituzionali da Paesi come Italia, Spagna e Grecia, la burocrazia italiana “notoriamente lenta”, le necessarie ristrutturazioni, le difficoltà di trovare inquilini interessati in tempi di recessione.

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