GIOVANNINO BOVE NARRATORE D’ECCEZIONE CHIUDE LA STAGIONE DEL BERTOLT BRECHT  IL 9 MARZO .


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Ogni luogo, ogni città ha le sue “pietre miliari”, quelle persone che per cultura, carisma e predisposizione sono deputate a portare con sé lo zaino della memoria. Sono figure insostituibili, voce della tradizione, fonte di un passato che rivive attraverso le loro parole.

 

E’ vero le biblioteche e i musei rappresentano i luoghi fisici nati per garantire un futuro alla memoria ma ci sono persone, storie e vite deputate a raccontarla e a renderla viva.

 

Di personaggi così ne sono passati nella videoteca di “Incontri e racconti”, la stagione del Teatro Berolt Brecht dedicata alle storie e alla narrazione. Dopo il percorso letterario di Giuseppe Napolitano, la rievocazione di Rodolfo Di Biasio l’XI Edizione si chiude con la poesia dialettale ma soprattutto con uno studioso di tradizioni locali, uno di quelle pietre miliari: Giovannino Bove.

 

Sabato 9 Marzo alle 18 presso il Teatro Bertolt Brecht l’appuntamento con le filastrocche dialettali del formiano per eccellenza. Oltre al suo personale repertorio verranno recitati i versi di “Ginillat”, l’anagramma del poeta locale Giuseppe Tallini a cui non a caso è intitolato lo spazio con annessa pinetina in cui è collocato il teatro, a monte della storica torre e nell’omonimo antico borgo di Mola.

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Nato a Formia nel 1898 e scomparso a New York nel 1983, Ginillat rimarrĂ  nella storia di Formia; per gli emigrati dell’epoca è stato un punto di riferimento culturale che ha fatto da collante tra i formiani negli USA e la terra natia, alimentando con i suoi scritti i rapporti tra le ComunitĂ  formiane in America e la cittadina tirrenica.

 

Un appuntamento importante anche per riassaporare i suoni, le cadenze e le parole di un dialetto che si perde nella notte dei tempi.

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