CONVEGNO BACHELET ANNUALE

GIUSTIZIA UGUALE EDUCAZIONE…

IL SENSO DELLE REGOLE”

FONDI PALAZZO CAETANI

SABATO 2 MARZO 2012 ORE 17.00

bachelet conv

L’Azione Cattolica Italiana dell’Arcidiocesi di Gaeta e l’Associazione Culturale Vittorio Bachelet promuovono il loro convegno annuale che si terrà a Fondi presso il Palazzo caetani sabato 2 marzo 2013 con inizio alle ore 17.00.

Il tema prescelto è “Giustizia uguale Educazione… il senso delle regole” con due donne relatori d’eccezione.

L’Associazione Culturale “Vittorio Bachelet” é nata nel 1996, promossa dall’Azione Cattolica Diocesana, con lo scopo di dar vita a iniziative di riflessione e di divulgazione nel campo sociale, politico e culturale.

Traendo ispirazione dai valori del cristianesimo, intende essere luogo di elaborazione e diffusione culturale, richiamandosi alla tradizione del Movimento Cattolico italiano e al suo patrimonio di idee e di testimoni nel campo dell’azione sociale, culturale e politica; particolarmente attenta ai segni dei tempi e ai mutamenti della storia e della società, in sintonia col rinnovamento conciliare, l’associazione intende promuovere una cultura fondata su un umanesimo integrale, linfa vitale per un laicato maturo e capace di porsi in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà, volendo rimanere fedele e sviluppare il grande valore culturale e civile sotteso alla “scelta religiosa” dell’Azione Cattolica Italiana e all’opera di uomini come Giovan Battista Montini, Vittorio Bachelet, Giuseppe Lazzati.

Venerdì 21 ottobre 2012, presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Vitruvio Pollione” di Formia, l’Assemblea dei soci dell’Associazione Culturale “V. Bachelet ha provveduto alla nomina dei due membri che andranno a completare la composizione del nuovo Consiglio Direttivo.
Al termine dei lavori assembleari e delle operazioni di voto, sono risultate elette la professoressa Rita Alicandro e la professoressa Mariapalma Colaguori.
Del consiglio direttivo del Bachelet fanno parte, di diritto, anche il presidente diocesano dell’Azione Cattolica e due membri eletti dal Consiglio Diocesano di AC. Nella seduta del 9 settembre 2011 sono stati designati la professoressa Paolina Valeriano e l’avvocato Alfredo Carroccia.

Per quanto riguarda i due relatori del prossimo convegno la prima è Simonetta Matone, nata a Roma il 16 giugno 1953, sposata e mamma di tre figli; é presidente del Tribunale dei Minori di Roma e negli anni ha lottato per tanti minori e tanti ne ha salvati dall’abuso, dallo sfruttamento, dalla violenza non vista, non ascoltata, quella che si perpetra nelle famiglie di una società che nasconde invece di denunciare.

Quelli che ancora ricorda sono i ragazzi per cui non ha potuto far nulla, i nomi continua ad averli ben stampati dentro la mente.

Laureata in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1976, dal 1979 al 1980 è vice direttore del carcere presso Le Murate a Firenze; dal 1981 al 1982 è giudice presso il Tribunale di Lecco e dal 1983 al 1986 è magistrato di sorveglianza a Roma.
Fin dall’inizio della sua attività lavorativa, per lei la parola “giustizia lenta” non esiste: troppe persone aspettano, troppe cause, fascicoli che non possono rimanere chiusi in armadi per anni; ha 26 anni è scrupolosa e scioglie nell’ambito civile centinaia di riserve ereditate dai suoi predecessori.

Tutti ricordano il suo lavoro svolto con attenzione, porta in Camera di Consiglio numerosi processi civili pendenti da anni ricevendo l’encomio dal Consiglio dell’Ordine; dal 1983 è magistrato di sorveglianza presso la Corte di Appello di Roma fino al 1986.

Organizza il primo convegno nazionale sulla detenzione in Italia e in quell’occasione i detenuti mettono in scenaAntigone di Sofocle.

Lavora in carcere e concede ben novecento permessi con un record assoluto di rientri: mancheranno solo 9 alla sua fiducia; i detenuti della Casa Circondariale di Rebibbia le regalano una targa: «a Simonetta, che a molti spezzò la chiave dell’attesa».

Crea, in favore della popolazione carceraria del Lazio, una fitta rete di rapporti con le amministrazioni locali per incoraggiare ogni utile intervento di risocializzazione e di sostegno.
Nel 1987 è nominata capo della Segreteria del ministro della Giustizia Giuliano Vassalli; é delegata a mantenere i rapporti con le Direzioni generali e in particolare con gli uffici giudiziari, diventando il tramite tra i capi degli uffici e il ministro per la soluzione dei problemi legati alla organizzazione degli stessi e alla cronica mancanza di personale; messa a disposizione dal ministro Martelli, chiede di essere trasferita alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma: diventa sostituto procuratore e dal 1991 al 2008 la sua stanza, come dirà lei stessa in un’intervista, si trasforma nella sua “cognizione del dolore”.

Arrivano fascicoli che parlano di abusi su bambini, di violenze, di famiglie ammalate; leggi in ritardo, silenzi, collusioni.

Ha raccontato: “La storia più terribile? Quella di una madre che sorteggiava i numeri della tombola per stabilire quante frustate, quante bruciature, quante scottature nell’acqua bollente fosse giusto infliggere ai suoi figli”.

Nel 1992 fonda, con altre colleghe, l’ADMI – Associazione Donne Magistrato Italiane; ha istruito delicatissimi procedimenti quali il primo processo di riduzione in schiavitù nel 1992, il cui principale imputato, all’epoca dei fatti minorenne, aveva costituito una imponente struttura criminale votata allo sfruttamento di 27 minori rom.
Ha istruito il primo processo nel Lazio a carico di un gruppo di naziskin, che si erano resi responsabili di una feroce aggressione a danno di un gruppo di inermi extracomunitari; ha posto fine con l’arresto e la condanna a una infinita serie di rapine compiute a danno di minorenni da parte di due minori figli di un boss della banda della Magliana.
Ha istruito il procedimento per le terribili violenze sessuali di cui sono rimaste vittime tre bambine ad opera di un gruppo di 23 minorenni; ha precisato: “Non si può tollerare che i bambini, ripeto i bambini, vengano indotti alla criminalità, siano sfruttati, lesi nei loro diritti umani all’infanzia e allo studio”.
Nel 2008 diventa capo gabinetto del Ministro per le Pari Opportunità; si tiene lontana da polemiche e lavora per la tutela delle donne, dei bambini, si espone e non si risparmia.
Ha raccontato: “Togliamoci dalla testa il cliché della pecora nera: non ho mai trovato nella mia professione un ragazzo autore di un reato, specie se grave, che non avesse alle spalle le ragioni che dessero l’esatta spiegazione per quanto aveva fatto. Per carità, non sto giustificando. Ma dietro ogni grosso crimine c’è sempre un qualcosa che non funziona a livello familiare”.
Nel 2000 ha vinto il Premio Donna, nel 2002 il Premio Minerva per la Giustizia e il premio Donna, nel 2004 il premio Il Collegio e nel 2005 il premio Donna dell’anno 2005 della Regione Lazio.
Ha rappresentato l’Italia presso il Consiglio d’Europa presso il CDCJ, per il Reclamo Collettivo, presso il Comitato Permanente della Convenzione Europea sull’esercizio dei diritti del minore: é stata nominata nel 2009 Focal Point italiano presso il Consiglio d’Europa per i minori.

Il secondo relatore é Ilaria Vellani, laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bologna, docente incaricato di Filosofia presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Modena.

Collabora con la cattedra di Storia delle Dottrine Politiche della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna.

Si occupa di questioni etiche e politiche soprattutto nel pensiero contemporaneo; in particolare le sue ricerche si muovono intorno alla riflessione attuale sulla democrazia.

Già vicepresidente nazionale per il settore giovani dell’Azione Cattolica, dal 2008 è presidente diocesano della diocesi di Carpi ed è direttore dell’Istituto “Vittorio Bachelet” dell’Aci.

 

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