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”Nella democrazia bersaniana non servono votazioni, basta nominare le ‘persone giuste’ e farle ratificare dall’assemblea per acclamazione. Porcellum style. ‘L’assemblea ha accolto la proposta con degli applausi all’annuncio dei nomi’. Togliattiane reminiscenze”. Lo scrive in un post sul suo blog Beppe Grillo in merito all’elezione dei presidenti di Senato e Camera. Secondo il leader del Movimento 5 stelle né Pietro Grasso né Laura Boldrini ”sono stati democraticamente scelti” ma sono ”stati nominati” dai ”rispettivi capi” Bersani e Vendola.Boldrini e Grasso, scrive Grillo, “sono celebrati dai giornaloni e dai partiti come le effigi del cambiamento”, in realtà “sono la più moderna manifestazione della partitocrazia. Foglie di fico: brave persone accuratamente selezionate per coprire personaggi che sanno benissimo di essere impresentabili, ma che in questo modo continuano a sopravvivere”.

Un attacco che trova poco dopo la risposta di Boldrini. “Mi stupisce che Grillo possa dire questo. Io ho una storia che parla per me. Trovo fuori luogo la sua considerazione”, dice la presidente neoeletta della Camera durante la registrazione di ‘Che tempo che fa’. “Smantellare tutto non è più democrazia, fa venire i brividi”, aggiunge Boldrini sottolineando che la democrazia “ha bisogno dei partiti” e “di scambio di opinioni”.

Al post ne segue un altro in cui il leader del Movimento 5 stelle accusa nuovamente i media. I commenti critici che appaiono sul blog? Grillo li definisce “schizzi di merda digitali” (è anche il titolo del post), dai quali “telegiornali e i talk show colgono fior da fiore, con lerci e studiati ‘copia e incolla’ per spiegare che Grillo è un eversivo, che il MoVimento 5 Stelle è spaccato”. Ma “dato che nel blog chiunque può commentare questo non vuol  dire nulla”.

“Da mesi orde di trolls, di fake, di multinick scrivono con regolarità dai due ai tremila commenti al giorno sul blog. Qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera”, comincia così il post di Grillo. “Questi schizzi di merda digitali si possono suddividere in alcune grandi categorie. Quella degli ‘appellanti’ per la governabilità per il bene del Paese, del ‘votaBersani, votaBersani’, o del ‘votaGrasso, votaGrasso’ (l’unico procuratore antimafia estimatore di Berlusconi). Quella dei ‘divisori’, venuti per separare ciò che per loro è oscenamente unito, che chiedono a Grillo di mollare Casaleggio, al M5S di mollare Grillo e a tutti gli elettori del M5S di mollare il M5S per passare al sol dell’avvenire delle notti polari del pdmenoelle”.

Grillo prosegue: “Quindi arrivano, di solito nel tardo pomeriggio, i cosiddetti “ex”, “Grillo ti ho votato ma dopo che sei passato con il rosso con sprezzo delle istituzioni non ti voto più”, oppure “Beppe, ti ho seguito dal primo Vday, ma il tuo autista, si legge in giro, è un narcotrafficante. Addio al mio voto”.

Il fondatore del M5S spiega ancora che “gli ‘ex’ si presentano anche con tutta la famiglia e persino con gli amici ‘Grillo, siamo un un gruppo di tuoi estimatori, io, mia moglie, le nostre due figlie e i loro fidanzati. Non ci rispecchiamo più nel tuo comportamento antidemocratico. Il voto la prossima volta lo daremo al pdmenoelle che è più serio'”.

“Non mancano gli ‘accusatori’ che si attaccano alle fortune che io e Casaleggio staremmo accumulando alle spalle del M5S” e “ci sono poi i ‘critici di giornata’ che arrivano in massa come le locuste. Qualunque cosa tu abbia appena detto o fatto viene ferocemente attaccata, spesso con lunghe e articolate argomentazioni di 2.000 caratteri”. E telegiornali e i talk show, conclude, scelgono da questa “brodaglia” per dire che “Grillo è un eversivo”.

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