di Silvia Conti © 2013 Qelsi    foto (2)

Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale (piddino, arrivò terzo alle primarie comunali milanesi del Pd nel 2010), persona di indubbia onestà politica ed intellettuale, anti-casta e per questo apprezzato anche dai grillini, ha spiegato con la precisione del giurista ai microfoni di Radio Popolare:

«Nell’applicazione dell’attuale legge mi sembra difficile poter dichiarare ineleggibile Berlusconi».

«Il Parlamento non dovrebbe mai legiferare a favore o contro interessi personali. Abbiamo una lunga storia di leggi ad personam, abbiamo una situazione giudiziaria con elementi anche critici, ma immaginare che il Parlamento e il governo si muovano per favorire o per non favorire soluzioni giudiziarie di una singola persona, mi sembrerebbe una brutta degenerazione».

«Fino ad ora la legge non è stata ritenuta applicabile nei confronti di Berlusconi, visto che non è più il rappresentante legale dell’azienda di cui è proprietario». «Si può pensare a una norma, in futuro, che prenda in considerazione le posizioni dominanti sul mercato della comunicazione. Ma questo, sarà per il futuro».

Qualcuno dovrà dirlo a Paolo Flores d’Arcais, il promotore del comitato che negli ultimi venti anni ha cercato di far credere a tutti che Berlusconi sia ineleggibile (per la legge del 1957 che inibisce il Parlamento a titolari di concessioni pubbliche). Lo stesso comitato che ha raccolto ben 250mila firme, tra cui nomi illustri, e che domani si riunirà in piazza Santi Apostoli, la piazza dell’Ulivo di Prodi per interdeci. Qualcuno dovrà avvisare i manifestanti: che la prendano come un gita, perchè non è nulla di più.

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