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GIFFONI VALLE PIANA – Mino Caprio, la voce di Peter Griffin della serie animata “I Griffin”, è il primo ospite del 21 luglio al Giffoni Experience, insieme al figlio, il piccolo Gabriele. L’esperto doppiatore spende il suo primo pensiero per ricordare il collega Tonino Accolla, prematuramente scomparso una settimana fa all’età di 64 anni: “la scomparsa di Tonino rappresenta una grande perdita e una sofferenza per tutto il mondo del doppiaggio. Spero che Homer Simpson avrà ancora la sua voce. Sarebbe una sorta di rispetto nei confronti del pubblico”. Per il mondo del doppiaggio italiano, e per i migliaia di fan de “I Simpson”, la scomparsa del doppiatore romano è un vuoto incolmabile. Lo stesso vuoto che ha lasciato Claudio Fattoretto (doppiatore del dottor Zoidberg dei “Futurama”), anch’egli scomparso di recente, per il quale Caprio ha speso un ricordo personale.

Due perdite che ora dovranno essere colmate. Probabilmente da una nuova generazione di doppiatori. E allora è impossibile non chiedere al 59enne doppiatore, attore e regista teatrale, i segreti del mestiere. “Imparate dai vecchi film. Le scuole sono certamente utili ma – ha avvertito – fate attenzione a quelle che scegliete”. Lui, che a differenza del figlio, ha mosso i primi passi in questo mondo in età più adulta, cominciando dal teatro di William Shakespeare, interpretando il duca Teseo in “Sogno di una notte di mezza estate”, ricorda quando, da adolescente, registrava il sonoro dei film per poi riascoltarli a letto. “E’ un modo utile per imparare a fare questo lavoro. E poi è importante conoscere alla perfezione la nostra lingua. Il dialetto – ha detto alla platea dei giurati – è una grande ricchezza. Ma, come diceva il grande scrittore Ennio Flaiano, l’italiano è la lingua parlata dai doppiatori”

L’incontro nella Sala Sordi con i giurati di Generator +10 si è aperto invece con un doppiaggio live di una clip della serie “I Griffin”, confezionata per il Gex da Lilli Manzilli. Ma la curiosità dei giurati è stata anche per Gabriele, che con i suoi nove anni e mezzo si è ritrovato a rispondere alle domande dei suoi coetanei. “Fare questo lavoro – ha detto – è bellissimo. Spero di continuare su questa strada”. In cantiere c’è la serie d’animazione “Claude il formichiere”. Ma il suo curriculum, fin qui, ha annoverato già collaborazioni importanti. Su tutte quelle con il papà nel film d’animazione “Pinocchio” di Enzo D’Alò e con il regista Gabriele Muccino per il doppiaggio di Noah Lomax in “Quello che so sull’amore”. Per questi successi, ma soprattutto per quelli che verranno, il Giffoni Experience gli ha tributato il premio “Talento emergente”, consegnatogli in sala da due piccoli giurati.

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