Amanda Knox    Roma, 26 mar. (Adnkronos/Ign) – La Cassazione ha annullato l’assoluzione accordata in Appello ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito. A questo punto, per l’omicidio di Meredith Kercher, ci sara’ un nuovo processo davanti alla Corte d’Assise di Appello di Firenze. Confermata invece la condanna per calunnia, ai danni di Lumumba, nei confronti di Amanda.

La decisione della prima sezione penale della Cassazione presieduta da Severo Chieffi e’ arrivata all’indomani della lunga udienza presso piazza Cavour. Con questa decisione la Suprema Corte si e’ completamente allineata alle richieste della pubblica accusa rappresentata da Luigi Riello che ieri, nella sua dura requisitoria, aveva smontato pezzo per pezzo la sentenza della Corte d’Assise di Perugia che aveva assolto i due ex fidanzati. ”Io non ho attaccato i miei colleghi -dice oggi Riello- Ho semplicemente detto che sul banco degli imputati c’era una sentenza d’appello che era un monumento all’illogicita’ e le mie accuse sono state accolte”.

 

 

”Continuano a non credermi” ha dichiarato Amanda Knox, al telefono con uno dei suoi legali, si e’ cosi’ sfogata gia’ nella tarda serata di ieri parlando da Seattle. ”Era agitata poi si e’ calmata -ha spiegato l’avvocato Luciano Ghirga- Dice che continuano a non crederle”. ”Davanti a Meredith abbiamo perso tutti -ammette l’avvocato Carlo Dalla Vedova, difensore della Knox- Aspettiamo le motivazioni della Cassazione ma continueremo a difendere Amanda anche in appello. La verita’ verra’ a galla”. Qualche parola ancora su Amanda che, lontana dall’Italia, ha atteso il verdetto a Seattle. ”E’ preoccupata -ammette Dalla Vedova- ma e’ battagliera e consapevole della sua innocenza”.

 

 

”E’ un triste compleanno oggi per Raffaele. Avrei voluto dargli la buona notizia ma l’annullamento di una sentenza di assoluzione non e’ ancora una condanna” sottolineano i difensori di Raffaele Sollecito, imputato nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher. In particolare l’avvocato Giulia Bongiorno spiega che a questo punto ”rifaremo il processo a 360 gradi. E allora chiederemo la perizia anche sulle macchie di sangue trovate nella casa del delitto al piano inferiore”. Si era detto che quelle macchie di sangue fossero di gatto.

 

 

Dal canto suo l’altro difensore, Luca Maori denuncia ”il processo mediatico” attorno alla vicenda. E spiega il motivo per cui il padre di Raffaele Sollecito, Francesco, che ieri fino a tarda sera ha atteso in Cassazione la sentenza, oggi non ci fosse. ”Il padre di Raffaele -dice Maori- voleva sottrarsi al processo mediatico”.

 

 

Quanto al nuovo giudizio che sara’ celebrato davanti alla Corte d’Appello d’Assise di Firenze, i legali di Sollecito dicono che ”continuera’ la battaglia e arriveremo a dimostrare l’innocenza dei due giovani”.

 

 

Soddisfatto l’avvocato della famiglia della studentessa inglese Meredith Kercher che aveva fatto ricorso in Cassazione insieme alla Procura di Perugia per chiedere l’annullamento delle assoluzioni. La sentenza della Cassazione rappresenta ”una vittoria morale e processuale” afferma Francesco Maresca. ”Avevo fiducia nella Cassazione perche’ erano tanti i vizi della sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Perugia”.

 

 

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