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Il Tar ha deciso: per la nomina del nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona si applica la procedura dettata dalla legge Balduzzi, già recepita con apposita disposizione normativa dalla Regione Campania.

E’ l’esito di una contesa durata quasi un anno, che ha portato ad un corto circuito istituzionale tra Regione, Università ed Ospedale di Salerno. In sintesi il Tar dà sessanta giorni di tempo per avviare e completare il procedimento di composizione di una commissione di esperti che dovrà individuare una rosa di cinque candidati tra tutti i papabili alla carica di direttore generale.

Poi fissa altri dieci giorni perché, tra quei nomi, Regione ed Ateneo (governatore Caldoro e rettore Pasquino) trovino un accordo scegliendo il nuovo manager dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona.

Un commissario nominato allo scopo dal Ministero della Salute vigilerà sull’esecuzione dell’intero procedimento. Insomma, entro due mesi e mezzo si arriverà alla nomina del nuovo direttore generale.

Nel frattempo, come già cristallizzato da un decreto del Consiglio di Stato non più tardi di due settimane fa, resta in carica l’attuale manager, Elvira Lenzi, il cui contratto resta valido, non è mai stato rescisso né giuridicamente messo in discussione.

Al vertice dell’Ospedale Ruggi, infatti, grazie al decreto 31 del presidente della Regione Caldoro, non si è mai creato un vuoto di amministrazione, essendo la proroga di Lenzi garanzia della continuità alla guida dell’azienda.

Il Tar, con la decisione di oggi, fa proprio questo principio riconoscendo, di fatto, la correttezza dell’agire del governatore Caldoro e l’intuizione dell’avvocatura regionale sulla necessità di applicare la procedura prevista dalla legge Balduzzi, recentemente recepita da Palazzo S.Lucia. Soddisfazione è stata espressa dai legali della Regione e del manager Lenzi, tra questi l’avvocato Gaetano Paolino che, insieme al collega Brancaccio, aveva già ottenuto da Consiglio di Stato il decreto che superava quanto precedentemente stabilito dal Tar, indirizzando, nei fatti, anche l’orientamento della decisione assunta oggi dallo stesso tribunale amministrativo.

L’udienza-verità sul caso Pasquino-Lenzi verteva sul merito dei ricorsi azionati dal rettore dell’Ateneo di Salerno contro il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria. La difesa del rettore, affidata all’avvocato Lentini, ha tentato di sminuire la portata del decreto del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la correttezza della procedura seguita dal governatore Caldoro, mentre a difesa di Elvira Lenzi l’avvocato Gaetano Paolino ha sostenuto che nonostante ci sia stato un mutamento nella natura dell’Ospedale, da azienda a rilevanza nazionale ad azienda universitaria, a norma di legge c’è una successione di tutti gli organi che restano in carica fino alla loro sostituzione.

Il che può avvenire solo applicando il procedimento previsto dalla legge Balduzzi. Pasquino ha sempre sostenuto che Lenzi non poteva essere nominata manager senza che lui fosse consultato. Nel merito, davanti al Tar, la discussione era non solo sul ricorso presentato un anno fa ma anche su quello azionato contro la proroga dell’incarico di Lenzi decisa dalla Regione. Questioni, come detto, superate dal decreto del Consiglio di Stato che due settimane fa ha prima escluso che il Prefetto potesse mediare tra Università e Regione perché si trovasse un accordo sul nome del direttore generale e poi riconosciuto la correttezza della procedura seguita dal governatore Caldoro, il quale ha sempre sostenuto che non s’è mai creato un vuoto ai vertici dell’Ospedale Ruggi e che per la nomina del nuovo direttore bisogna seguire la legge Balduzzi. E’ per questo che Palazzo S.Lucia ha già pronta la commissione di cinque esperti che dovrà valutare tutti i papabili e restringere una rosa di cinque candidati fra i quali Regione ed Università dovranno scegliere il manager dell’Ospedale Ruggi.

ECCO COME IL TAR NELL’ARTICOLATA E MOTIVATA ORDINANZA COLLEGIALE HA RESPINTO QUASI TUTTE LE TESI DELL’UNIVERSITA’.

Il Tar, in particolare, ha ritenuto applicabile alla fattispecie della nomina del direttore generale la legge Balduzzi e la legge regionale consequenziale la numero 5 del 2013.

Secondo tali norme, che il presidente Caldoro ha inteso con coerenza e fermezza applicare a fini di massima trasparenza alla nomina del nuovo direttore generale, è dunque indispensabile la costituzione di una commissione di esperti e la pubblicazione di un avviso pubblico col quale la Regione deve invitare i soggetti aventi titolo, inclusi nell’apposito elenco regionale, a partecipare alla selezione con il vaglio della predetta commissione di esperti.

All’esito delle domande di partecipazione e dei curricula allegati alle domande la commissione dovrà individuare una rosa di cinque concorrenti ritenuti idonei a ricoprire la figura di direttore generale dell’importante azienda ospedaliera salernitana affidandola nelle mani del presidente Caldoro il quale deve individuare nella rosa il soggetto da designare per affidarlo alla valutazione e quindi all’intesa con il Rettore.

Il Tar, inoltre, ha ritenuto conforme a legge il decreto numero 31 del 27 marzo 2013 pure contestato dal Rettore con il quale il presidente Caldoro aveva stabilito che nelle more della costituzione dei nuovi organi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria rimaneva incarica la dottoressa Lenzi, la quale, peraltro è ancora titolare di un contratto triennale con validità a tutto il 2015.

L’unico punto sul quale il Tar ha ritenuto di condividere le istanze provenienti dall’Università è riferito all’accelerazione del procedimento sopramenzionato affidato alla commissione di esperti regionale, precisando che la stessa avrebbe dovuto fornire la rosa di concorrenti idonei a ricoprire il ruolo entro 60 giorni e assegnando ulteriori 10 giorni al presidente Caldoro e al Rettore per trovare una intesa.

Sul punto non deve essere trascurato, per vertotà di cronmaca che la Regione addirittura prima dell’entrate in vigore della legge 5 del 2013 si era attivata per chiedere ai competenti organi le designazioni dei componenti la commissione di esperti. I nominativi già esistono e l giunta regionale peraltro ha già approvato il disciplinare che dovrà essere posto a base dell’azione valutativa dei commissari. Quindi la vicenda giudiziaria allo stato degli atti vede vincere sicuramentre la posizione del presidente Caldoro il quale fin dal primo momento si è fermamente battuto per l’applicazione della legge Balduzzi.

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