vincenzo-de-luca_grande_bella-e1305719665165

“Piazza Mazzini non è in vendita” chiarisce la vicenda il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca nel corso del consueto appuntamento del venerdì in onda su LIRATV. Il primo cittadino si scaglia ancora contro il “comitatismo” indica la strada ai cosiddetti ‘cafoni’: “andate via da Salerno”.

“Ecco come si svolge una giornata di lavoro per un amministratore in questa fase drammatica. Ieri, giovedì, la giornata è iniziata con una lettera dei gestori dell’impianto di compostaggio, che vantano crediti nei confronti del Comune e ci chiedono 6-700 mila euro entro la prossima settimana per permettere il funzionamento dell’impianto.

Poi mi è arrivata una lettera di Salerno Solidale, che ha bisogno di liquidi per pagare i contributi. Poi mi è arrivata una segnalazione dal Teatro Verdi: le imprese che hanno fornito il materiale per il Rigoletto avanzano qualche fattura.

Poi, ancora, abbiamo avuto una discussione con il titolare dell’impresa che lavora alla Stazione Marittima, perché la Regione non ci manda 1,2 milioni di fondi europei per lavori già fatti e certificati; nel frattempo i lavori all’interno, seppur a rilento, stanno proseguendo e dovremo lavorare sul molo esterno, ma siamo in attesa di questi soldi ed abbiamo ipotizzato una programmazione per i prossimi mesi. Poi ho parlato con l’impresa che sta lavorando alla rotatoria di Matierno, che deve ancora avere oltre 300mila euro.

Ancora, abbiamo incontrato l’impresa che lavora alla Cittadella Giudiziaria, con la quale abbiamo riprogrammato gli interventi, avendo trovato un sistema di trasferimento diretto all’impresa delle rate di mutuo con la Cassa Depositi e Presiti.

Poi, ovviamente, dobbiamo iniziare a discutere di Luci d’Artista, perché se vogliamo farle dobbiamo iniziare a mettere in produzione ed acquistare i materiali. Tutto questo nelle prime due ore della mattinata. E tutto questo mentre a Roma non si decide niente – dice De Luca – “.

Poi il Sindaco aggiunge: “E in tutto questo si deve far conto anche con i tanti episodi ed atteggiamenti di imbecillità di cui questa città è particolarmente ricca.

Pensiamo alle discussioni, prima e dopo Pasqua, riguardanti il commercio: altrove i commercianti sono in ginocchio, qui siamo abituati fin troppo bene; ma non manca mai chi fa polemiche al vento. In città c’è una parte di commercianti, soprattutto giovani, che ha ormai acquisito la mentalità dell’accoglienza turistica; altri, invece, sembrano non voler abbandonare le vecchie abitudini.

E poi si deve fare i conti con il comitatismo e le associazioni pseudo-ambientaliste con i loro ricorsi e controricorsi: in un quadro drammatico si cerca di inventare qualcosa per acquisire risorse e ogni volta arrivano esposti fondati sul nulla.

Basta pensare all’asta pubblica di immobili e aree di proprietà comunale. Sull’unica area che non è interessata dall’asta, ovvero Piazza Mazzini, ci è arrivata una diffida di un avvocato: ma cosa si contesta se è un’area che non mettiamo neanche in vendita? È partito un ricorso sul nulla. Questo è incivile ed indegno di una città moderna.

Poi magari arrivano dieci finanzieri che una mattina sequestrano carte che potrebbero tranquillamente essere richieste ed inviate, quando poi magari non si manda un finanziere o un carabiniere a contrastare i delinquenti e a dare sicurezza ai cittadini.

E poi abbiamo le organizzazioni sindacali che fanno finta di non capire quale sia l’attuale situazione. In questo momento è in atto una trattativa sindacale in merito all’indennità di disagio. Bene, il contratto nazionale prevede 30 euro per l’indennità di rischio, che è cosa più grave. Noi qui avevamo l’indennità di disagio fino a 250-300 euro al mese; la Corte dei Conti ci ha ovviamente contestato questa indennità, ma nessuno ha capito che ormai non si può più scherzare. Sia chiaro, non si muoverà niente.

Anzi, ora faccio mea culpa per aver ceduto negli anni scorsi a richieste cervellotiche dei sindacati. E, ancora, non mancano le polemiche create dal 90% della stampa, come l’ultima campagna di opinione sulla vivibilità della nostra città: per me certe persone che parlano della vita culturale a Salerno, prima se ne vanno e meglio è.

Si ci chiede quale sia l’idea in questa città: bene, l’idea è quella di una città turistica, dell’accoglienza, delle eccellenze. Certe persone sembrano far finta di non capire che questa città, nella quale per decenni si è solo parlato di turismo, ora è una delle mete turistiche preferite d’Italia.

Ci si chiede quale sia la vita culturale: al Teatro Verdi abbiamo stagioni liriche e di prosa di assoluta eccellenza; abbiamo una rete di teatri che fa invidia a città molto maggiori; abbiamo avuto mostre internazionali come quella su Nervi; a ottobre avremo il Congresso Nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica; a fine giugno, se riusciamo a reperire alti 50mila euro, organizzeremo un festival della letteratura; stiamo promuovendo decine di iniziative turistiche e commerciali. Certo, a New York e a Berlino la vita culturale sarà più ricca, ma in Italia faccio fatica ad immaginare qualcosa di più vivo e attivo. A tutto questo si aggiunge il progetto di fare di Salerno la città più ricca di opere di architettura contemporanea. Tutto questo da soli, senza l’aiuto né del Governo, né della Regione, né della Provincia.

Un’ultima annotazione a proposito della stampa. Ho incontrato il Soprintendente Miccio. Mi ha detto che da un anno e mezzo non fa nessuna dichiarazione alla stampa. Quelle che si scrivono sono tutte palle…Ma, come me, evita di perdere tempo con le smentite”.

Lascia un commento