di Francesco Del Pozzone – LA SACRA RAPPRESENTAZIONE DELLA VITA , PASSIONE E MORTE DI GESU’ DI NAZARET A GAETA NELLA DOMENICA DELE PALME 24 MARZO 2013 ORE 20,00.

 

 Passione

Momento sempre atteso, caratterizzante la Pasqua a Gaeta, la Sacra Rappresentazione della Passione e Morte di Gesù Cristo di Nazaret, in veste radicalmente rinnovata negli “interpreti” e nella sceneggiatura, si tiene Domenica delle Palme 24 Marzo 2013 nel Piazzale D. Luigi Di Liegro (antistante il plesso Scolastico Virgilio), con inizio alle ore 20,00. Il nostro amato Arcivescovo, Mons. Fabio Bernardo D’Onorio ha assicurato la sua presenza. Curata dall’Associazione Antares di Gaeta, presieduta dal Prof. Nicola Di Tucci, con il Patrocinio del Comune di Gaeta e con la collaborazione dell’Associazione “Sogni e Spade Gaeta”e dell’Associazione Confcommercio, la manifestazione si pone nel solco di quelle forme di religiosità popolare in cui la comunità esprime, con gesti e parole, il suo bisogno di spiritualità. L’evento, in questa tornata, si innesta mirabilmente con degli “anniversari” legati proprio alla Passione di Gesù come l’Ottantesimo del Primo Anno Santo Speciale, indetto da Pio XI nel 1933 per onorare il XIX Centenario della Redenzione compiuta dal nostro Divin Salvatore ed i 150 anni della Processione del Cristo Morto nella Parrocchia di S. Giacomo in Gaeta. Quell’Anno Santo vide Gaeta ed il suo Santuario della Trinità-Montagna Spaccata posti in bella evidenza. Infatti, del Comitato Organizzatore ne faceva parte un nostro concittadino, il gesuita Padre Ottavio Marchetti (1869-1952). Circa il cenobio, serbante“la sottostante Edicola, ove del Cristo la morte piange il flutto rumoreggiante nel triplice squarcio della rupe” (D. Salvatore Buonomo-“Mausoleo di Planco”), fu precipuo centro di assidui pellegrinaggi. Palese conferma, un articolo di Antonio Cervone, fraternamente fornitoci dal sempre disponibile Prof. Salvatore Ciccariello, riportante come il Beato Cardinale Ildefonso Schuster “in occasione dell’Anno Santo della Redenzione del 1933, volle invitare, con Lettera pastorale, i pellegrini ambrosiani a spingersi da Roma anche a Gaeta, per sostare in preghiera presso la Cappella del Crocifisso, meta secolare di devozione e di fede”. Si aggiunga l’Ostensione della Sindone, prevista per Sabato Santo, che nell’animo del fedele più accorto forma come iridescente arco di unione spirituale tra Torino, città custode del Lenzuolo che avvolse il Signore, e Gaeta, Città di Maria ma anche Città della Passione per diversi motivi. Qui rimarchiamo solo la simpatica corrispondenza tra il “Volto dell’Uomo della Sindone” e l’accenno di Viso, singolare frutto dell’attività carsica, affiorante nella Grotta del Turco (Santuario della Trinità). D. Alberto Giordano, nel suo libro sulle grotte gaetane osserva come, nel suddetto sito,“alla bagnasciuga verso il lato sinistro, guardando l’interno dopo un rialzo di roccia all’altezza di tre metri, si nota una sporgenza a mò di altarino e al di sopra di essa si può intravedere, impressa nella parete, una faccia che può rassomigliare a quella dell’Ecce Homo. Dai buchi che appaiono come i due suoi occhi, sgorgano quasi continuamente delle stille d’acqua, per cui si può interpretare che il Volto di Cristo sia sempre piangente per i peccati e gli scandali (…). Non siamo soli ad affermare questo perché vecchi nostri pescatori, passando nelle adiacenze della grotta, non potevano fare a meno di ricordare quella faccia e segnarsi col segno della Croce”. Devota fantasia popolare che decifra le cause naturali, certo, eppure riflettiamo comeQuel volto dell’Uomo dei dolori che è poi il volto di ogni uomo sulla terra e le sue sofferenze, la sua morte, ci parlano di amore e di dono, di grazia e di perdono” (Mons. Cesare Nosiglia). Nell’Anno della Fede, la Sacra Rappresentazione della Passione sia circostanza per testimoniare il Mistero della Salvezza e per annunciare ancora il Vangelo di Gesù Cristo, il Signore che“ha parole di Vita Eterna” per ogni persona in ricerca di senso.

FRANCESCO DEL POZZONE

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